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Le tre tragedie marittime piΓΉ mortali della storia

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Affondamento della Lancastria, 1940     - Quando si pensa ai disastri marittimi si pensa solitamente a navi famose come il Titanic, che seppur avendo avuto un tasso di mortalitΓ  abbastanza alto con la morte di oltre 1000 persone, non si avvicina nemmeno alle tragedie peggiori della storia. Tutte le tre tragedie di cui sto per parlare hanno piΓΉ cose in comune, principalmente il fatto che sono tutte affondate durante la seconda guerra mondiale, e che stavano trasportando civili in fuga, prigionieri o soldati, superando di gran lunga la capacitΓ  massima della nave. 3° posto - RMS Lancastria  L'RMS Lancastria inizia la sua vita nel 1922 con il nome di RMS Thyrrenia, per una compagnia figlia della Cunard line. La nave era un transatlantico di modeste dimensioni, era lunga 176 metri, larga 21 ed alta 13, con una stazza lorda di circa 16.000 tonnellate, vantava sei turbine a vapore da 2500 CV, che gli permettevano di raggiungere una velocitΓ  di circa 16,5 nodi. La nave aveva set...

Dopo 10 anni tornano i battelli sul Po

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L'incidente dei battelli sul Po Γ¨ ormai avvenuto 10 anni fa' e da quel momento non sono piΓΉ stati sostituiti da nessuna nuova unitΓ , ma finalmente Γ¨ stato deciso che per metΓ  2026 dovrebbero entrare in servizio nuovi battelli completamente elettrici. Valentino I e Valentina I (Prima Generazione, 2002-2011) La navigazione sul Po ha origini a inizio Ottocento, con il debutto turistico nel 1911. Dopo decenni di stop la navigazione riprese nel 2002 dalla GTT con 2 battelli di nuova costruzione con una lunghezza fuori tutto di 18,50 metri, una larghezza di 4,60 metri, un pescaggio di circa un metro e una capacitΓ  di 60 passeggeri totali. Questi battelli furono progettati per rilanciare la navigazione sul Po in occasione dei giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 e rimasero in servizio fino al 2011 quando furono venduti e sostituiti. Entrambe le unitΓ  furono vendute ma Valentino Γ¨ attualmente in servizio per la Delta Tour. Valentino II e Valentina II (Seconda Generazione, 2011-2016...

L'importanza di essere a servizio degli altri

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Quest'anno durante le vacanze ho vissuto un’esperienza di servizio e riflessione all’Arsenale della Pace di Torino insieme al mio Clan degli Scout Genova 52. Vivere l'Arsenale significa immergersi nel cuore di Barriera di Milano, un quartiere che porta addosso le ferite della marginalitΓ , ma anche il desiderio di riscatto che si vede quotidianamente nel quartiere torinese di Barriera di Milano. Attraverso un'esperienza viva come questa la mia "conoscenza del mondo" Γ¨ passata dai libri alla strada attraverso tre ambiti d’azione concreti. Qui infatti ho toccato con mano il volto dignitoso della povertΓ , vedendo le facce delle persone e confrontandomi quotidianamente con la loro difficoltΓ ; questa tipologia di realtΓ  Γ¨ senz'ombra di dubbio diversa dal solito e tocca nel profondo, in quanto i piΓΉ bisognosi sono aiutati solo ed unicamente dal buon senso delle persone. Infatti l'Arsenale non riceve aiuti dallo Stato ma vive da oltre quarant'anni grazie alle ...

Pasquale Paoli: "U Babbu" della Corsica

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  Filippo Antonio Pasquale de' Paoli, conosciuto piΓΉ semplicemente come Pasquale Paoli, Γ¨ stato una delle figure piΓΉ importanti della Rivoluzione Francese e di tutto il XVIII secolo. Definito dai suoi contemporanei come ''U Babbu di a Patria'' (Il Padre della Patria) della Corsica, fu un generale e pioniere del pensiero democratico che influenzΓ² persino i fondatori degli Stati Uniti d'America. Pasquale Paoli nacque il 6 aprile 1725 a Stretta di Morosaglia, un piccolo comune situato nell'attuale dipartimento dell'Alta Corsica. All'epoca, l'isola era sotto il controllo della Repubblica di Genova, ma siccome i genovesi vedevano la Corsica solo come una colonia di sfruttamento, l'influenza indipendentista era giΓ  altissima. Suo padre, Giacinto Paoli, era uno dei leader delle numerose rivolte contro Genova. Nel 1739 la causa indipendentista corsa subΓ¬ una forte battuta d'arresto dall'esercito francese che intervenne su richiesta di Genova....

Moby Prince, 35 anni dalla tragedia

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La sera del 10 aprile del 1991, appena fuori dal porto di Livorno, il Moby Prince entra in collisione con la petroliera Agip Abruzzo provocando un incendio che causΓ² la morte di 140 delle 141 persone a bordo del traghetto. Dopo ormai 35 anni sono ancora in corso le indagini per far luce su cosa sia successo quella sera a bordo del traghetto, ma le domande a cui ancora non si ha una risposta sono molte. Il Moby Prince era all'epoca l'ammiraglia e la nave piΓΉ bella della flotta. Quella sera, come sempre, il traghetto era posizionato sulla tratta Livorno-Olbia e portava a bordo 141 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. PerΓ², poco dopo l'uscita dal porto di Livorno, il traghetto fece una virata improvvisa ed entrΓ² in collisione con la petroliera Agip Abruzzo provocando uno squarcio sulla fincata della petroliera e causando un incendio che da subito si espanse su entrambe le navi. PerΓ² le domande sono molte. PerchΓ© la nave Γ¨ entrata in collisione? PerchΓ© nessuno h...

Il "desierto florido" oggi "desierto vestido"

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Nel Cile settentrionale, in una delle regione più aride del mondo, nella regione di Atacama, il desierto florido è un evento che si ripete ogni volta che in primavera ci sono piogge copiose. L'ecosistema di Atacama si è adattato alle condizioni di aridità nonostante oggi vanti il record mondiale di essere la più grande discarica di vestiti; primato tristemente sottratto al Ghana Il deserto di Atacama con le sue 50 mila tonnellate di abiti dismessi ogni anno è un serpente di stoffa che si allunga per l'altopiano desertico del Cile, dove le contraddizioni delle leggi nazionali cilene si sommano al cattivo funzionamento del mercato globale. Un tempo era una distesa infinita di rocce, il territorio sì più arido del mondo ma capace però di fiorire in un'esplosione color porpora mentre oggi non sono le celebri rose a ricoprire per chilometri il deserto di Atacama ma una coltre spessa di stoffa multicolore, magliette, pantaloni, gonne, cappelli sparsi alla rinfusa tra le dune o ac...

Inaugurazione della targa dell'ex preside Prof. Guglielmo Levi

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Gruppo degli ex studenti diplomati nel 1969 Questa mattina, presso l’Istituto Nautico San Giorgio, si Γ¨ svolto un incontro molto speciale con alcuni ex studenti diplomati nel 1969. Sono tornati nella loro vecchia scuola per partecipare all’inaugurazione di un quadro dedicato al prof. Guglielmo Levi, storico preside dell’istituto. All’evento ha partecipato anche la classe 5AIB, che ha avuto l’occasione di ascoltare direttamente i racconti di chi ha vissuto la scuola tanti anni fa. Gli ex studenti hanno condiviso le loro esperienze, parlando non solo delle lezioni, ma anche della vita a scuola in quegli anni. Hanno descritto il prof. Levi come una persona severa ma giusta, molto attenta agli studenti e sempre pronta ad aiutarli. Anche se a volte era molto severo, lo faceva perchΓ© teneva davvero al futuro dei ragazzi. Molti di loro lo ricordano con affetto e rispetto, tanto da chiamarlo ancora oggi “Zio Willy”. Durante l’incontro si Γ¨ capito quanto il preside Levi abbia lasciato un segno ...

Un transatlantico NON Γ¨ una nave da crociera

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Capita spesso di confondere queste due tipologie di nave, ma i transatlantici sono tutt'altro mondo in confronto alle navi da crociera e sono molto piΓΉ simili ai traghetti. I transatlantici hanno enormi differenze non solo dal punto di vista del loro scopo, ma anche nelle caratteristiche tecniche e hanno storie e origini molto differenti. Essi infatti hanno origine nella prima metΓ  dell'800, costruiti con lo scopo di trasportare persone attraverso mari e oceani (funzione che odiernamente viene svolta dagli aerei di linea). Per questo motivo hanno enormi differenze dal punto di vista tecnico. Dovendo attraversare lunghe tratte di mare, possibilmente senza vedere terra per giorni, i transatlantici si sono evoluti per essere resistenti e versatili, in grado di sopportare condizioni di mare mosso con facilitΓ  e per alcuni versi dei transatlantici del passato potrebbero essere considerati piΓΉ sicuri di navi da crociera moderne.  RMS Aquitania (1914-1950) Tra una delle tante differen...

Mega Serena si prepara per entrare in flotta

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Mega Serena, ex Stena Vision nave della Stena Line, recentemente Γ¨ stata acquistata dalla compagnia italo-francese Corsica Ferries - Sardinia Ferries. Recentemente la nave Γ¨ stata sottoposta a lavori in bacino a Genova per il cambio di livrea e nome per entrare in servizio per la compagnia. La nave ha iniziato il servizio nel 1987 con il nome di Stena Germanica per la Stena Line, ha una stazza lorda di 39 178 tsl, una lunghezza di 175,37 m, una larghezza di 30,8 m, una capacitΓ  di carico di 569 auto o 1 628 m.l. di carico merci. PuΓ² ospitare 1700 passeggeri in 527 cabine. Dispone di vari servizi per i passeggeri tra cui ampi saloni, bar, ristoranti e solarium che garantiscono un viaggio confortevole e dotato di tutti i servizi per ogni necessitΓ , Γ¨ un cruise ferry di grandi dimensioni e verrΓ  messo in sostituzione del Mega Express Five, ora venduto e trasformato in hotel galleggiante in Mozambico.  La Corsica Ferries - Sardinia Ferries Γ¨ una compagnia di navigazione che si occupa p...

Cento anni dopo, sorridere con Pirandello guardando gli altri.

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Leggere oggi Pirandello, sorridere per i fatti tragicomici dell'epoca in cui viviamo, e le situazioni pirandelliane sono davvero tante, puΓ² aiutarci a individuare le inevitabili maschere che la nostra societΓ  ci impone e ad accettarle scoprendo il loro aspetto umoristico e puΓ² aiutarci a sorridere della tragicitΓ  della vita, anche se con amarezza: puΓ² farci bene. Possiamo ridere con Pirandello, con il suo umorismo ogni volta che di fronte a una situazione assurda riusciamo a unire il riso al pianto; cogliamo il dramma che c'Γ¨ dietro e quindi, se si puΓ² ridere di una cosa, si puΓ² anche cercare di cambiarla. Trovare un lato umoristico in ciΓ² che ci accade non significa farci diventare ottimisti; restiamo pessimisti col sorriso, come Pirandello che ha, nel suo saggio sull'umorismo, fatto un esempio per definire questo concetto. "Vedo una vecchia signora con i capelli ritinti, tutti unti, non si sa di quale orribile manteca e poi goffamente imbellettata e parata d’abiti gi...

Ansia da notifiche: siamo sempre connessi

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  Un suono. Una vibrazione. Uno schermo che si illumina. Quante volte al giorno controlliamo il telefono senza nemmeno accorgercene? Si vive ormai in un'epoca in cui essere sempre connessi sembra normale. Tra messaggi Whatsapp, video su Tik Tok, foto su Instagram e notifiche dal gruppo della classe, il nostro telefono Γ¨ diventato una presenza costante nelle nostre giornate. Ma questa connessione continua ha un prezzo: l'ansia da notifiche. È quella sensazione di tensione o urgenza che le persone provano quando sentono il telefono vibrare o anche solo quando pensano che potrebbe farlo. A volte controlliamo lo schermo anche senza aver ricevuto nulla. È quasi un riflesso automatico. Molti studenti non riescono neanche a concentrarsi per pochi minuti senza guardare il telefono. Durante lo studio, mentre guardiamo un film o addirittura mentre parliamo con qualcuno, la nostra attenzione viene spesso interrotta.  Uno dei motivi principali di questo comportamento Γ¨ il funzionamento de...

Poco piΓΉ di 50 anni dopo: La London Valour e la motovedetta CP 233

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Quel tragico pomeriggio del 9 aprile 1970 i genovesi assistettero in diretta dalle finestre delle loro case alla storia di un naufragio, ma anche a una storia di altruismo, valore e solidarietΓ  da parte della Capitaneria di Porto genovese. Il comandante della motovedetta CP 233  non si arrese alle raffiche del vento, oltrepassΓ² l'imboccatura del porto e tra nafta, detriti e spruzzi violenti di mare, cercΓ² i naufraghi finchΓ© la London Valour, mercantile britannico scomparve fra le onde. In particolare voglio parlare dell'intervento di soccorso compiuto dalla motovedetta CP 233 della Capitaneria di Genova, l'unica  a raggiungere lo scafo con una delle operazioni di soccorso piΓΉ rischiose fino allora mai condotte, perchΓ© il tenente di vascello Giuseppe Telmon e gli altri sette uomini dell'equipaggio della CP 233 misero in pericolo la propria vita  per riuscire a  portare in salvo ben 26 persone. Quel giorno si verificΓ² una tragedia sotto gli occhi degli increduli genove...