Quanto Γ¨ stato difficile lasciare l'Ecuador?
L'Ecuador Γ¨ un piccolo paese del Sud America posto tra oceano, montagne e foresta Amazzonica.
Se si chiedesse a una qualsiasi persona che cammina per strada la prima parola che le viene in mente pensando all'Ecuador, probabilmente risponderebbe droga, criminalitΓ , rapimenti e rivolte, ma Γ¨ molto piΓΉ di questo.
L'Ecuador è il Carnevale festeggiato per strada, pieno di colori e di leggerezza; bruciare "el año viejo" il 31 di dicembre, lasciandosi alle spalle tutte le cose successe durante l'anno sapendo che tutto andrà per il meglio; il patriottismo che si sente festeggiando ogni 10 agosto il "Grido di Indipendenza" o l'orgoglio che si prova cantando parola per parola l'inno durante il giuramento alla bandiera, ogni lunedì prima di entrare in classe.
L'Ecuador Γ¨ anche l'amore che provano gli ecuadoriani per la propria patria, pur essendo lontani da anni
dalla loro terra.
Lasciare il proprio paese Γ¨ il passo piΓΉ difficile che una persona possa compiere, staccarsi dalla
famiglia, dagli amici e mollare a metΓ una vita giΓ scritta per prendere in mano la penna del destino e iniziare scriverne una nuova piena di "se" e “ma".
Parlarne Γ¨ l'unico modo per sentirsi meno appesantiti dal senso di colpa per essersi allontanati dal proprio paese ed aver lasciato in un ambiente completamente diverso, meno sicuro, la gente che fino a qualche tempo prima faceva parte della propria vita.
Vorrei che le testimonianze della mia famiglia possano sensibilizzare i lettori de La Gazzetta su questo tema:
- Gelen, 57 anni. "Lasciare l'Ecuador Γ¨ stato uno dei passi piΓΉ difficili mai compiuti in vita mia, ricordo ancora l'ansia negli occhi di mia madre e la paura negli occhi di mio padre. La cosa piΓΉ complicata a cui abituarsi Γ¨ stata la frenetica routine a cui dovevo sottostare: passare dall'essere segretaria generale in una scuola superiore, titolo importantissimo nelle scuole in Ecuador, a dover pulire le scrivanie agli altri, per i primi tempi Γ¨ stato umiliante, poi ho capito che senza ciΓ² non sarei diventata la persona che sono oggi. Dopo essere stata licenziata dalla scuola in cui lavoravo per un'ingiustizia volevo riscattarmi, sono venuta a trovare mia sorella e mi sono innamorata dell'Italia. Sono arrivata qui che avevo 30 anni, arrivare in etΓ adulta in un paese di cui non sapevi la lingua, le tradizioni e la cultura Γ¨ stato destabilizzante i primi tempi. La nostalgia di casa era tanta ma il coraggio e la voglia di mettersi in gioco era molto piΓΉ forte. Uno dei maggiori shock Γ¨ stato il rapporto con la famiglia e gli amici: in Ecuador ogni scusa Γ¨ buona per stare tutti uniti e c'Γ¨ sempre qualcuno pronto a porgerti la mano senza chiedere nulla in cambio, cosa che qua in Italia, dal mio punto di vista, avviene meno frequentemente e quando succede, ogni volta che vieni aiutato chi lo fa si aspetta il doppio in cambio. Un'altra cosa a cui mi sono dovuta abituare Γ¨ stata il cibo, perΓ² non Γ¨ stato difficile, uno si deve adattare ad ogni cosa che gli viene messa davanti ed Γ¨ ciΓ² a cui sono stata obbligata dalla vita, ma anche da me stessa, per essere qui."
- Antonio, 51 anni. "Avevo 24 anni quando ho compiuto la decisione piΓΉ difficile della mia vita: lasciare l'Ecuador. Non sapevo a cosa andavo incontro, potrei descriverla come una pazzia della gioventΓΉ andata a finire bene. Mia sorella, mio fratello e mio cognato erano qui da qualche anno, questo Γ¨ stato un fattore che mi ha aiutato ad ambientarmi a una vita completamente diversa da quella che conducevo in Ecuador. I miei genitori sono state le persone piΓΉ difficili da salutare, avrΓ² per sempre incollato nella mente i visi dei miei, rigati dalle lacrime mentre li salutavo. Avevo tante aspettative e avevo anche l'idea di ritornare giΓΉ in Ecuador dopo aver guadagnato qualche soldo, ma crescendo e abituandomi alla vita qui in Italia ho capito che sarebbe stato impossibile strappare la mia famiglia ormai italiana, per riportarla al mio paese d'origine. Sarebbe stato un gesto troppo egoista da parte mia, far vivere ai miei figli la stessa cosa che ho provato io quando ho comprato, ormai quasi 30 anni fa, il biglietto di sola andata per Milano Malpensa."
- Joskana, 47 anni. "Ero solo una ragazzina di 22 anni quando sono venuta in Italia. Non Γ¨ stato per niente difficile lasciarmi tutti alle spalle per iniziare una nuova vita, invece, la mia famiglia era distrutta. Le mie sorelle erano piccole e i miei genitori erano molto tristi ma fortunatamente non mi hanno mai messo i bastoni tra le ruote e non mi hanno mai fatto pesare la mia voglia di scoprire il mondo al di fuori del mio piccolo quartiere ecuadoriano. Ero piccola e volevo sperimentare nuove esperienze, volevo conoscere un nuovo paese e la sua cultura, volevo imparare la lingua e avevo tanta fame di lavoro e sapevo che in Ecuador non avrei mai potuto avere le stesse possibilitΓ lavorative che avrei avuto in Italia. Lo shock culturale ammetto di averlo sentito: il cibo Γ¨ completamente diverso e una cosa a cui ho fatto veramente fatica ad abituarmi Γ¨ stato il clima. Ormai dopo 25 anni mi sento piΓΉ a casa in Italia che in Ecuador ed Γ¨ soprattutto grazie al fatto che fortunatamente sono riuscita a farmi una famiglia, vivere in una cittΓ che mi piace e aver sempre fatto lavori che non mi sono mai pesati."
Queste sono soltanto alcune delle testimonianze degli ecuadoriani che ogni anno emigrano in Italia. Purtroppo ad oggi l'immigrazione Γ¨ ancora vista da molte persone come un fenomeno da limitare, senza chiedersi le vere ragioni per cui una persona decide di lasciarsi famiglia e amici alle spalle in cerca di una vita migliore.
"Si preguntan quiΓ©n soy
QuΓ© llevo, a dΓ³nde voy
De tierra santa
Soy de donde nacΓ
Donde voy a morir
Mi tierra santa"
-Tierra zanta, Trueno, 2022
Matilde Marini

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