Il pianista Wลadysลaw Szpilman
La trama รจ tratta dal racconto di quanto vissuto da Wลadysลaw Szpilman dallo scoppio della seconda guerra mondiale, con l'invasione della Polonia da parte delle truppe naziste. L'occupazione di Varsavia comportรฒ la creazione del ghetto cittadino, Szpilman si nascose e sopravvisse nel ghetto, anche dopo la distruzione da parte dei nazisti e la deportazione di quanti ancora vivevano lรฌ. Szpilman rimase nascosto fino alla liberazione della cittร da parte dell'Armata Rossa.
Il libro si inserisce nella vasta letteratura della memoria dell'Olocausto, ma si distingue per il tono semplice e diretto con cui vengono narrati eventi di estrema violenza e disumanizzazione.
Il principale punto di forza del libro รจ il suo valore storico e testimoniale.
Szpilman non scrive per costruire una narrazione romanzata, ma per documentare ciรฒ che ha vissuto, la sua incredibile avventura di come un uomo non adatto alla guerra, ai combattimenti, cioรจ un pianista, sia riuscito a sopravvivere a difficoltร indicibili.
La descrizione della progressiva esclusione degli ebrei dalla vita sociale, della creazione del ghetto di Varsavia e delle deportazioni รจ precisa e concreta.
Un approccio che rende il libro una fonte importante per comprendere la quotidianitร della persecuzioni: non solo i grandi eventi storici, ma anche la fame, la paura costante e l'umiliazione continua di persone qualsiasi nel ghetto.
Tuttavia, proprio questa fedeltร al dato reale puรฒ essere vista come un limite: il libro non sempre offre una riflessione storica piรน ampia o un'analisi politica degli eventi, lasciando al lettore il compito di collocarli in un contesto piรน generale.
Szpilman racconta ciรฒ che vede o vive, ma non si sofferma a spiegare il perchรฉ degli eventi.
Descrive le leggi contro gli ebrei, la creazione del ghetto e le deportazioni, ma non spiega in modo approfondito l'ideologia nazista o le strategie politiche del regime. Mostra le conseguenze della persecuzione, ma non analizza le cause storiche e politiche che hanno portato a quella persecuzione.
Il libro รจ molto forte come testimonianza, ma meno completo come strumento di comprensione storica generale.
I personaggi che circondano Szpilman sono descritti in modo rapido, alcuni appaiono o scompaiono senza sviluppo, riflettendo la precarietร dei rapporti umani in tempo di guerra.
Particolarmente significante รจ la figura dell'ufficiale tedesco che lo aiuta.
Szpilman evita ogni giudizio morale, mostrando come anche all'interno del sistema nazista potessero esistere comportamenti non completamente disumani, nel momento in cui il nemico ritorna a essere umano. L'ufficiale tedesco riconosce la musica che suona Szpilman, nel momento in cui lo vede come un pianista lo considera nuovamente una persona.
Questa rappresentazione rischia perรฒ di apparire ambigua: l'assenza di una presa di posizione piรน esplicita puรฒ essere interpretata come una neutralitร morale, anche se probabilmente รจ una scelta consapevole per evitare generalizzazioni.
La musica รจ tutto per Szpilman perchรฉ gli permette di resistere psicologicamente nel ghetto e dopo la sua distruzione e di non perdere la propria identitร . Tuttavia, questo aspetto non viene sviluppato quanto ci si aspetterebbe, rimanendo spesso sullo sfondo della narrazione.
Se si cercano notizie su di lui si scopre che nel secondo dopoguerra ha continuato a dedicarsi alla musica, tenne migliaia di concerti e nell'ultima parte della sua vita si dedicรฒ anche alla composizione.
L'autore non dedicรฒ piรน nessun libro, non sulle conseguenze di tale esperienza e nemmeno sui suoi sentimenti, su come poi si sia riuscito a reinserire nella societร del dopoguerra.
Manuel Colombo

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