Mozziconi di sigaretta ed economia circolare

L'idea di evitare l'inquinamento dell'ambiente e dare una seconda vita alle scorie del fumo Γ¨ venuta a una societΓ  trentina, Re-Cig, che nel 2016 ha brevettato un processo per il riciclo dell'acetato di cellulosa, contenuto nei mozziconi di sigaretta.

Per questo trattamento si tratta della prima e unica impresa autorizzata in Italia e in Europa.

Re-Cig è una start-up innovativa che opera nel mondo dell'economia circolare, un'azienda che produce e installa sul territorio Smokers Points, cioè colonnine ognuna in grado di immagazzinare 1200/1300 mozziconi al proprio interno che poi vengono raccolti, purificati e trasformati in materiale termoplastico per la produzione di oggetti di piccola dimensione come ad esempio montature per occhiali e manici di ombrello.

Ma cos'Γ¨ questo acetato di cellulosa e perchΓ© una volta estratto dalle cicche o dai mozziconi ci conviene dargli nuova vita? 

L'acetato di cellulosa è uno dei materiali termoplastici più antichi e veniva usato ancora prima dell'invenzione della plastica. È una plastica di origine vegetale, biodegradabile, ipoallergenica e pregiata che, a differenza delle plastiche tradizionali derivate dal petrolio, è ottenuta attraverso l'essiccazione del legno di faggio e cotone, macinati in cellulosa fine e poi trattati con acido acetico.

È un materiale termoplastico naturale, derivato dalla sostanza cellulosa e considerata una plastica a base biologica, un tempo chiamata fibra semi-sintetica.

Purtroppo l'impatto ambientale dei filtri di sigaretta non si esaurisce con la trasformazione da parte di Re-Cig in acetato di cellulosa e con l'impiego successivo della stessa nella realizzazione di montature di occhiali o manici di ombrelli.

Anche questi oggetti, dopo essere stati venduti e usati, diventeranno a fine ciclo spazzatura ma l’acetato di cellulosa ha la caratteristica di decomporsi in particelle di microplastica molto piΓΉ velocemente rispetto alla maggior parte degli altri tipi di plastica derivanti dal petrolio. 

Sebbene ne esista di diversi tipi, nella maggior parte dei casi i filtri di sigaretta sono fatti di acetato di cellulosa che Γ¨ difficile da bio-degradare in condizioni naturali nell’ambiente. Questi filtri sono incorporati nelle sigarette per trattenere le sostanze chimiche dannose alla salute come: arsenico, benzene, berillio, cadmio, cromo, nichel e cloruro di vinile, piombo e polonio e a volte anche gli insetticidi utilizzati sulla pianta di tabacco prima del raccolto.

I mozziconi di acetato di cellulosa rimangono nell’ambiente per almeno 14 anni e mano a mano che si degradano possono inquinarlo, in quanto conservano il loro carico tossico. 

Pertanto sono rifiuti che contengono sostanze chimiche e metalli pesanti e rappresentano una minaccia per persone, animali e piante.

Nello stabilimento Re-Cig Γ¨ effettuata prima di tutto una setacciatura per eliminare eventuali impuritΓ  e componenti come cenere e residuo di tabacco, poi si passa al pre-lavaggio in modo da separare la carta dal filtro e successivamente a un lavaggio piΓΉ approfondito, a temperatura variabile per rimuovere le sostanze tossiche che sporcano l'acqua che verrΓ  depurata da una ditta specializzata.

Gli ultimi passaggi del procedimento sono l'essiccazione che toglie tutta l'umiditΓ  dai filtri e la miscelazione termica da cui si ottengono palline scure di acetato di cellulosa, polimero termoplastico impiegabile per creare oggetti comuni.

Alla fine di questo riciclo vengono eseguite delle analisi di sicurezza e viene rilasciato il certificato di end-of-waste. 

I mozziconi non sono piΓΉ immondizia.

Sono una risorsa.

Possono essere trasformati in posacenere portatili, cerniere per vestiti, bottoni, manici di ombrelli o montature per occhiali .

Questo business imprenditoriale non Γ¨ nato dal nulla. Dopo gli anni necessari spesi per l'analisi tecnico scientifica supportata dall'UniversitΓ  degli Studi dei Materiali di Trento, oggi Re-Cig sta raccogliendo oltre ai mozziconi anche i primi frutti: fatturato 2024 pari a un milione e mezzo di euro, con 10 persone che lavorano sul progetto. Ha installato oltre 4000 smokers point in tutte le regioni d'Italia presso 350 aziende e presso 70 amministrazioni all'incirca che sono diventate realtΓ  in prima linea contro l'inquinamento prodotto dai mozziconi: ricordiamoci che catrame, fibre plastiche e metalli pesanti di una sola cicca possono inquinare fino a 1000 litri di acqua. Il brevetto europeo c'Γ¨ giΓ  e chissΓ  se Re-Cig riuscirΓ  ad organizzare a presto un servizio anche per il trasporto transfrontaliero. 

Il mercato dell'acetato di cellulosa riciclato era perΓ² limitato; il guadagno per coprire i costi della raccolta e della lavorazione per produrre un solo chilo di materiale riciclato era insufficiente. Infatti per produrre un solo chilo di materiale servono 3500 mozziconi. Per questo l'azienda ha deciso di affittare e guadagnare sul servizio recupero presso aziende e pubbliche amministrazioni. Una scelta fortunata per il business dell'azienda. Ma veniamo a noi.

A Genova, nel cuore del Porto Antico, Γ¨ stato posto uno smokers point dedicato proprio a questo scopo.

Re-Cig fa parte dei 15 partner che sono coinvolti nell'iniziativa a guida studentesca tra l'International School of Genoa e l'Istituto Nautico S.Giorgio, patrocinata dal comune di Genova.

Sono stati gli studenti stessi ad avanzare la richiesta di attivare un progetto pilota per il riciclaggio dei mozziconi al direttore Area Transizione Digitale ed Ecologica di AMIU, avvalendosi della direttiva europea SUP (Single Use Plastic) 2019/904 che dal 2021 attribuisce ai produttori di tabacco l'onere finanziario del trattamento.

L'iniziativa genovese che rientra nel progetto "Il mare inizia qui", riconosciuto dall’UNESCO e finanziato dal programma europeo PRO-BLEU, fa di Genova un modello di cittΓ  dall'economia circolare di cui l'Istituto Nautico S. Giorgio va fiero.

Diego Meschiari

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