Misteri e leggende del mare
Superstizioni di bordo: tra passato e presente
Vi siete mai chiesti perchΓ© tanti marinai evitavano il colore verde o non partivano il giorno 13? C’Γ¨ stato un tempo in cui partire per mare significava affidarsi al vento, alle stelle e al proprio coraggio. Nessun radar, nessun satellite, nessuna previsione meteo precisa. Solo l’orizzonte davanti e l’incertezza di ciΓ² che poteva accadere. In quel mondo fatto di onde improvvise e notti senza luna, i naviganti cercavano sicurezza nelle superstizioni di bordo.
I marinai erano convinti che alcuni oggetti portassero sfortuna. Il verde, per esempio, ricordava il mare in tempesta o il legno rovinato dall’umiditΓ . Il numero 13 era considerato pericoloso: partire in quel giorno o avere tredici uomini a bordo era un rischio da evitare. Perfino il comportamento contava: non si doveva fischiare, perchΓ© si diceva che il suono potesse “chiamare il vento” e scatenare tempeste improvvise. E secondo le superstizioni piΓΉ antiche, le donne portavano sfortuna: la loro presenza a bordo distraeva l’equipaggio e, secondo i racconti dei marinai, irritava il mare stesso. Il rispetto per la nave era altrettanto importante. Il battesimo, con la bottiglia che si rompe sulla prua, era un rito fondamentale per augurarle buona fortuna. Se la bottiglia non si fosse rotta, sarebbe stato un segno certo di imminente catastrofe. Per esempio, non si ruppe la bottiglia all'inaugurazione del Titanic. Anche durante l'inaugurazione della Concordia, curiosamente, la bottiglia non si ruppe al primo tiro. Cambiare il nome della nave era considerato pericoloso: il nome non era solo un’etichetta, ma parte della sua identitΓ , e modificarlo poteva attirare sventura. Oggi molte di queste superstizioni fanno sorridere. Nessuno pensa davvero che il verde porti tempesta, che il numero 13 decida il destino di un viaggio o che una donna possa causare guai. Eppure, chi vive il mare sa che l’oceano resta potente e imprevedibile.
Le superstizioni di bordo sono piΓΉ di semplici credenze: sono racconti di marinai che hanno sfidato l’ignoto, con coraggio e attenzione. Si diffondono proprio per l'alone di mistero e perchΓ© si tratta di racconti di sopravvissuti alla sfida che rappresenta il viaggio in mare. E ogni volta che una nave lascia il porto, un velo di mistero continua a seguirla, ricordando a tutti che il mare non si domina mai completamente.
Delia Billardello
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