Cimitero Mediterraneo
Cinque cadaveri recuperati, ma avrebbero potuto essere molti di piΓΉ. L'incontro con la morte durante la navigazione a bordo di una nave da crociera Γ¨ successo ad una nostra ex-alunna, imbarcata come allieva ufficiale di coperta. Durante la navigazione Γ¨ stato avvistato un giubbotto salvagente in mare, il comandante ha avviato subito la procedura prevista e dato il via a un'operazione SAR (Search And Rescue) che Γ¨ durata piΓΉ di tre ore, conclusasi con il macabro ritrovamento di cinque corpi senza vita.
Questa drammatica esperienza Γ¨ stata vissuta in prima persona da una nostra ex-compagna, che chiede di rimanere anonima; ci ha inviato questo reportage che pubblichiamo. Il mare che restituisce corpi di migranti Γ¨ ormai una terribile realtΓ alla quale non dobbiamo e non possiamo abituarci. Sono uomini, donne, bambine e bambini alla ricerca di una vita migliore, a volte alla sola ricerca di una possibilitΓ di sopravvivenza che la legge del mare e il diritto internazionale, se non bastasse il senso di solidarietΓ umana, ci impone di salvare. Purtroppo, troppo spesso, arriviamo tardi e il Mediterraneo si Γ¨ ormai trasformato in un cimitero.
"Un passeggero ha visto qualcosa in acqua e ha chiamato un membro della crew, quest’ultimo ha riportato la cosa sul ponte. Durante le giornate di navigazione come quella, ai cadetti Γ¨ concesso lo “study day” e quindi ero nella stanzetta subito prima della plancia a studiare, a un certo punto arriva la mia compagna di cabina per chiedermi se sapessi cosa fosse successo ma io non sapevo cosa rispondere, che sarΓ mai successo? Lei mi dice che stiamo girando, guardo fuori e aveva ragione, stavamo tornando indietro e nemmeno lentamente. Guardo la strumentazione e vedo che stavamo facendo una sorta di spirale, visi normali sul ponte, nessuno sotto stress o preoccupato quindi dissi alla ragazza che sicuramente non era successo nulla.
Si vede un giubbotto e per un momento mi Γ¨ parso di vederlo andare un goccio giΓΉ per due volte, ho immaginato che se ci fosse stato qualcuno in acqua lo avrebbe afferrato. La nave si avvicina sempre di piΓΉ, io dico al primo ufficiale (sapevo non era un buon momento per parlare ma Γ¨ stato difficile trattenermi), giusto un 'Γ¨ solo un giubbotto volato a mare, no?' Al che pensavo che forse avremmo dovuto sperare di trovare qualcuno se il giubbotto era in acqua, bene che la persona l’abbia preso. Non sapevo che pensare.
Lo tirano su, aveva le gambe semi aperte sul bordo del gommone e il corpo dentro sdraiato, io lo fissavo attendendo un movimento, un qualsiasi cenno. Le gambe si mossero e mi sembrava nessuno lo avesse toccato, sospiro di sollievo. La paura Γ¨ tanta ma chiunque sia Γ¨ vivo. Mi venne il dubbio perΓ² visto quello che sentivo in plancia (non che si capisse esattamente tutto) e allora chiedo all’altra allieva e dal cenno della testa capisco che non c’Γ¨ piΓΉ niente da fare. Un’illusione, un’incredibile speranza era finita miseramente. Il rescue boat ebbe qualche difficoltΓ a rientrare per problemi alle eliche di prua che facendo fumo hanno fatto scattare gli allarmi sul ponte e poi un blackout limitato. Queste problematiche allungarono le tempistiche.
Il ponte Γ¨ troppo affollato e mi ritrovo a dovermene andare, arrivo in cabina e scrivo ai ragazzi per cui ero preoccupata, ma non arriva nemmeno il messaggio, una spunta sola, terrore puro. Faccio una doccia per calmarmi e quando esco trovo una risposta, loro stanno bene, perΓ²…
Erano le uniche novitΓ che avevo finchΓ© dal ponte non hanno comunicato in tutta la nave un secondo ritrovamento.
Senza binocoli non si vedeva nulla ma successivamente mi hanno raccontato che erano troppi per prenderli tutti, il gommone fece solo due viaggi e in totale tirammo su a bordo cinque cadaveri. Una seconda nave successivamente ne recuperΓ² altri ma mi dissero che forse erano troppi anche per lei.
Non c’era piΓΉ niente da fare erano galleggianti da almeno 2/3 giorni, so che il primo era un ragazzo giovane, gli altri non lo so ma erano in pantaloncini e maglietta, noi eravamo fermi e con quel vento avevo freddo con la giacca.
Dopo il primo abbiamo contattato le autoritΓ spagnole che ci hanno detto di indagare ancora e dopo cinque recuperi abbiamo proseguito. Era l’ora del tramonto poco dopo non si sarebbe piΓΉ visto nulla, la nave era nel perfetto silenzio e la cosa metteva i brividi, immaginate una nave con piΓΉ di 4000 persone immersa nel silenzio.
Il giorno dopo mi hanno raccontato meglio i ragazzi che se ne sono occupati in prima persona: erano andati in tutta fretta per il primo sperando in un superstite, tanto che l’addetto non aveva preso nΓ© guanti nΓ© altro, l’ha visto in faccia, occhi bianchi, la pelle si stava sbiancando, il corpo in avanti sorretto dal giubbotto che teneva la testa. Tornati alla nave iniziarono a lavare il gommone, hanno parlato di un odore terribile, ma poi altra comunicazione e questa volta la speranza di salvare qualcuno non c’era piΓΉ. Andarono in un gruppetto piΓΉ grande vista la fatica fatta per il primo, guanti e mascherina.


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