ActiveInMedia: un intervento sull'alfabetizzazione mediatica
Durante l'incontro studenti, docenti e legislatori si sono scambiati punti di vista differenti, le delegazioni delle tre scuole coinvolte (la nostra, il Duchessa di Galliera e il Fortunio Liceti di Rapallo) hanno ognuna portato una particolare presentazione o attivitΓ , per testimoniare l'importanza che l'educazione digitale ha svolto durante i loro percorsi di studenti e ragazzi di oggi.
Ad aprire le danze Γ¨ stato proprio il nostro istituto.
Uno dei nostri studenti ha rotto il ghiaccio pronunciando il seguente discorso:
"Buongiorno.
Io oggi sono qui a parlare in rappresentanza della Gazzetta dell’Istituto Nautico San Giorgio.
Progetto partito otto anni fa con sole 7 persone e che oggi conta piΓΉ di 60 membri.
Io oggi sono qui per farvi una domanda: “A cosa serve il giornalismo?” Anzi, “A cosa ci serve il giornalismo, e i giornalisti?”
La domanda Γ¨ lecita. PerchΓ© i giovani dovrebbero scegliere questa carriera?
Non puΓ² vantare nΓ© belle uniformi nΓ© un grande stipendio.
Non renderΓ famosi o straricchi.
Eppure, Γ¨ qualcosa ancora oggi non solo richiesto, ma fondamentale.
La ricerca della veritΓ , il desiderio bruciante di denuncia di soprusi e ingiustizie, il dare una voce a chi non ce l’ha, insomma, in una parola la stampa, il giornalismo Γ¨ stato la base della modernitΓ ed Γ¨ tuttora la base delle nostre democrazie.
E oggi, suddetta base sta morendo.
Sta venendo travolta da un’ondata di fake news e intelligenza artificiale fuori controllo, di disinformazione costante e informazione sempre piΓΉ al servizio di magnati e monopolisti.
Di fronte a tutto ciΓ² noi dobbiamo imparare a difenderci.
Uno puΓ² pensare che questo discorso interessi solo i giornalisti, gli addetti ai lavori.
Drammatico errore.
PerchΓ© un giornalista, bene o male, tutte queste cose le sa. Le studia, le vede tutti i giorni.
Chi davvero Γ¨ in pericolo, sono tutti gli altri. Tutti noi.
Tutti, ma in particolare i giovani, che spesso non hanno nemmeno l’esperienza per diffidare di ciΓ² che vedono.
Noi facciamo il Nautico e ce ne siamo resi conto.
Facciamo il nautico, e finiremo a fare i lavori più disparati, e tra questi il giornalista non è certo il più gettonato. Eppure, pur trovandoci in una realtà così diversa, ci siamo accorti del problema e, cosa più importante, abbiamo capito che esistono modi per arginarlo.
E come? Educando.
L’insegnamento a scuola su questi temi, non Γ¨ solo necessario, ma Γ¨ necessario adesso.
Ed Γ¨ giΓ tardi.
Non piangiamoci addosso commentando che le generazioni nuove sono smidollate e prive di valori, in balia dei social.
Arrestiamo questo cataclisma, combattiamolo.
E questo puΓ² essere fatto solo educando su questi temi, in maniera capillare e generalizzata.
E non tramite progettini pomeridiani e laboratori ai quali mai nessuno aderisce.
Ve lo chiediamo da ragazzi che sono nati e cresciuti in questo mondo:
Ne abbiamo bisogno. E abbiamo bisogno che venga fatto in maniera seria e impegnativa, durante le ore regolari, le ore di lezione.
Ad esempio, la nostra proposta Γ¨ di inserire un programma simile come alternativa all’ora di religione, che gli studenti potranno autonomamente scegliere.
Oppure con un programma da testare a campione su alcune classi e, se darΓ risultati, espandendolo gradualmente anche ad altre classi e istituti.
Negli ultimi anni tutti a sbandierare l’educazione civica, ma poi nessuno che vi si interessi seriamente, con progetti costruttivi, o idee realizzabili.
Ora, avete un’idea concreta, vi preghiamo di metterla in atto.
Speriamo che le nostre richieste vengano ascoltate, e che abbiate a cuore il nostro futuro.
Ve lo chiediamo per il bene di un mondo che, se mi permettete, Γ¨ piΓΉ nostro che vostro."
Al discorso di apertura ne sono seguiti altri, nei quali i singoli studenti hanno condiviso la loro preziosa esperienza personale. Il nostro intervento Γ¨ terminato con una presentazione PowerPoint, che non solo ha formalizzato i temi fino a quel momento trattati ma ha anche fornito un metodo per difendersi dalle insidie rappresentate dalle immagini create con AI e credute vere.
I secondi a esporre sono stati i ragazzi del Duchessa di Galliera. Anche loro hanno optato per una presentazione, la cui esposizione Γ¨ stata condivisa tra i vari membri del gruppo.
PiΓΉ particolare Γ¨ stata l'esposizione degli studenti dell'Istituto Liceti di Rapallo.
Per dimostrare quanto l'informazione possa essere manipolata e reinterpretata, hanno rielaborato la favola di Cappuccetto rosso, vagliando punti di vista diversi da quello tradizionale.
Ed è così che otteniamo un lupo ingiustamente aggredito, un cacciatore criticato per le sue azioni anti-animaliste e una madre sotto inchiesta per abbandono di minore.
Una volta terminate le esposizioni, la parola Γ¨ passata ai rappresentati del Comune di Genova e della Regione Liguria.
Poco prima del termine delle attivitΓ , a tre ragazzi (uno per scuola) Γ¨ stato chiesto di condensare le proprie idee in una richiesta diretta ai consiglieri, che si sono impegnati a portarla al consiglio regionale, e trasformarla in legge.
La redazione

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