Oltre uno schermo

 


La mattina apriamo gli occhi e la prima cosa che facciamo Γ¨ guardare la vita degli altri. Prima ancora di chiederci come stiamo noi, controlliamo se qualcuno ha postato una vacanza perfetta, un corpo senza difetti o una colazione da sogno. E proprio in quel momento, senza accorgercene, ci rendiamo conto che siamo diversi, sbagliati. Iniziamo a comparare la vita perfetta degli altri con la nostra. Ma la veritΓ  Γ¨ che stiamo comparando il nostro "disordine" con la vita fatta di filtri di qualcun altro. In tutto questo c'Γ¨ un imbroglio, i social ci hanno insegnato che per essere perfetti dobbiamo sempre e solo apparire felici.
Ma sfortunatamente, non funziona così una vita reale. Ci hanno insegnato che qualsiasi momento non può essere magnifico se non con una posa ideale. Così, finiamo per sentirci sbagliati se la nostra camera è in disordine, se abbiamo le occhiaie o semplicemente se non abbiamo da raccontare un amore perfetto.
Ma sapete cosa c'Γ¨ davvero dietro a quello schermo? Dietro ogni foto "spontanea" ci sono dubbi, insicurezze e decine di scatti perchΓ© "qui sono venuta orribile". Quella perfezione che cerchiamo Γ¨ la stessa che ci isola e ci fa sentire escluse dalla societΓ .
Il vero pericolo non è la foto in sé, ma il silenzio e l'angoscia che si prova intorno a quella. Il disagio di vedere una foto in cui si mostra un volto perfetto mentre il tuo in quel momento ha qualche imperfezione, la delusione nel vedere le coppie perfette mentre tu non hai ancora trovato la persona giusta. E' così che l'ansia cresce. L'ansia di non poter mai essere all'altezza di quelli standard impossibili, di corpi che non hanno imperfezioni, di vite che non hanno momenti bui. Allora iniziamo a guardarci e iniziamo ad elencare ciò che manca, ciò che dovremmo cambiare, quando oltre lo specchio ci siamo noi, ciò che siamo davvero senza filtri. Ci dimentichiamo che ogni pelle è diversa, che ognuno ha il proprio fisico e ognuno ha una vita diversa, una vita che non può essere perfetta come quella ideata da Instagram. Forse dovremmo iniziare a riprendere i nostri momenti. A capire che la bellezza non sta in un filtro che ci rende la pelle perfetta, ma nel modo in cui ridiamo quando non sappiamo di essere osservati o nella forza con cui ci rialziamo dopo un pianto che nessuno ha visto. La vita reale è quella che accade quando abbiamo il telefono in tasca e siamo troppo impegnati a viverci il momento per ricordarci di postare sui social. Riprendiamoci il diritto di essere imperfetti, di essere noi stessi invece di cercare di imitare l'influencer più famoso del momento, riprendiamoci la nostra vita. Ciò che conta davvero è essere se stessi, perché, alla fine, ciò che ci rende speciali è la nostra personalità, la nostra diversità.

Social media isn't reality. 


Giulia Clemente

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