Gli sport più adrenalinici di Milano Cortina 2026
Olimpiadi di Cortina 2026, non solo sci e pattinaggio ma anche sport che incuriosiscono, discipline dove le regole contano quanto l’abilità atletica, sport che possono sembrare strani perché sono poco “raccontati”, a differenza delle competizioni più tradizionali.
Tra le gare impressionanti in scena a Cortina 2026, dove adrenalina, velocità, tecnica e spettacolo si contendono il primo posto riuscendo a trasformare le performance sportive in competizioni cinematografiche e spettacolari proprio per il loro mix di velocità, audacia e precisione tecnica, sono sicuramente lo Skeleton, lo sci acrobatico con i Salti Aerials, i Moguls, lo Ski Cross, l’Half pipe, lo Slope style, il Big Air e lo Short Track.
Voglio parlare proprio di queste discipline curiose e impressionanti per le emozioni da togliere il fiato che fanno provare agli spettatori.
Milano Cortina 2026 è un evento che ci ha fatto scoprire discipline meno documentate dai media ma altrettanto interessanti: non solo sci e pattinaggio ma anche sport velocissimi, quasi incredibili, in grado di sorprenderci per complessità e spettacolarità con atleti che sfrecciano sulla neve in gare che uniscono forza e precisione.
Tra questi è lo Skeleton, inserito nel programma olimpico nel 2022. Uno sport nato a fine 1800 in Svizzera che prende il nome dalla struttura dello slittino che ricorda quella dello scheletro umano: uno slittino su cui ci sta a pancia in giù con la testa in avanti e che può raggiungere la velocità di 140 km/h.
Senza dubbio è la discesa più veloce e decisamente più folle delle Olimpiadi in cui gli atleti si lanciano giù attraverso una pista di ghiaccio piena di curve ripide, guidando la slitta con piccoli movimenti del corpo.
La disciplina è entrata stabilmente nel programma olimpico nei Giochi di Salt Lake City per poi evolversi nella regolamentazione delle slitte e nella preparazione degli atleti, mantenendo però la struttura primitiva.
Tutto comincia con una breve fase di spinta in cui l’atleta corre per pochi metri lanciando la slitta per poi gettarvisi a bordo. La discesa è governata da micro movimenti del corpo che ne spostano il peso e permettono di indirizzare la slitta lungo le curve. Sono comprese prove individuali maschili e femminili divise in diverse manche in cui è importante la partenza ma è decisiva la capacità di mantenere la traiettoria ideale lungo tutto il tracciato perché la classifica finale è determinata dalla somma dei tempi ottenuti nelle diverse manche premiando, così, la continuità.
Questo sport che può essere definito il più pazzo e scientifico delle olimpiadi ha luogo a Cortina d’Ampezzo sulla pista olimpica che ospita anche le discipline da pista su ghiaccio come Bob e slittino. L’atleta, percorrendo curve sopraelevate a velocità folle ma ben calcolata quando deve curvare, sposta leggermente il baricentro usando spalle, ginocchia e micro-pressioni del corpo, spostandosi di pochi millimetri che però fanno la differenza e subendo una forza di 4 o 5 G.
La conseguenza è che la loro testa finisce per pesare 5 volte più del normale e per questo è pericoloso per gli atleti allenarsi per più di 5 o 6 volte al giorno.
Lo Skeleton è una delle discipline più estreme e visivamente impressionanti perché mette alla prova non solo il corpo ma anche il sangue freddo degli atleti.
L'equipaggiamento è ridotto al minimo ma altamente tecnico, tutto è pensato per ridurre l'attrito e aumentare la precisione di guida: una slitta in acciaio e fibra, una tuta aereodinamica e scarpe chiodate per garantire la massima spinta iniziale.
Come lo skeleton anche lo sci freestyle acrobatico, che comprende diverse specialità, è uno degli sport adrenalinici, da veri supereroi.
Gli sciatori prendono velocità e saltano rampe altissime, facendo rotazioni e capriole in aria prima di atterrare sulla neve e più difficile è il salto più punti prendono. Addirittura alcuni atleti girano su se stessi anche 5 volte durante un salto. L’ingresso dello sci freestyle nel programma olimpico è stato progressivo.
I Moguls, letteralmente gobbe, non è solo una discesa ma una prova di resistenza e precisione estrema: 250 metri di dossi artificiali, 2 salti acrobatici e pochi secondi per eseguire uno degli sport invernali più completi; sono la specialità olimpica del freestyle più antica, ammessa nel 1992 ad Albertville in Francia.
Seguono gli Aerials, introdotti nel 1994 a Lillehammer in Norvegia: evoluzioni e voli pazzeschi, spericolate gare di sci acrobatiche.
Gli sciatori si lanciano in aria da una rampa, eseguendo manovre aeree tricks prima di atterrare su un pendio lungo circa 30 metri.
A seguire lo Ski cross entra nel programma olimpico a Vancouver nel 2010: è una disciplina sciistica del freestyle estremamente tecnica e spettacolare nel quale più atleti scendono contemporaneamente lungo un percorso artificiale che presenta difficoltà tecniche.
Nel 2014, nella città Russa di Sochi sul Mar Nero, le Olimpiadi Invernali svoltesi dal 7 al 23 febbraio 2014 hanno debuttato nel freestyle l’Half Pipe e lo Slope Style: rappresentano le performance più creative del freestyle.
L’Half pipe è una disciplina davvero curiosa in cui gli atleti sciano o fanno slowboard dentro ad una specie di enorme tubo di neve, saltando da una parete all’altra, facendo capriole, rotazioni e salti altissimi. Qui la vittoria spetta a chi fa le acrobazie più difficili e spettacolari all’interno di questo Half Pipe, un grande canale a U che può essere alto come una casa a 3 piani.
Nello Slope style invece gli atleti affrontano un percorso con Rail e kicker, scendendo insieme lungo un tracciato con salti e curve sopraelevate. Praticamente su una pista in discesa vengono realizzati dei salti e delle acrobazie resi possibili dalla particolare conformazione del tracciato in cui sono presenti rampe, ringhiere e ostacoli e dove il giudice di gara assegna il punteggio a ogni concorrente in base all’altezza dei salti e alla difficoltà e corretta esecuzione delle acrobazie.
Il Big Air è una specialità olimpica dello snowboard e dello sci che ha fatto il suo debutto nel freestyle nei Giochi Invernali del Giappone a Pyeongchang del 2018. Viene ritenuta una delle discipline più spettacolari perché richiede tecnica, coordinazione, creatività e controllo del corpo durante le evoluzioni aeree. Nel Big Air il fulcro della performance sta in un unico salto gigante dell’atleta, pochi secondi in aria mentre il pubblico trattiene il fiato davanti a rotazioni e twist che sembrano sfidare le leggi di gravità.
La rampa Big Air che ospita le gare a Cortina ha un’altezza di circa 50 metri ma è la combinata con il kicker di 10 metri che permette quelle evoluzioni aeree spettacolari: il Big Air si svolge su un unica grande struttura di salto, progettata per consentire agli atleti di raggiungere altezze significative e di eseguire manovre tecnicamente complesse.
Anche lo Short Track rientra tra le gare del programma olimpico più spericolate: corse da pazzi sui pattini dove il ghiaccio è davvero protagonista con atleti e atlete che gareggiano gli uni contro gli altri mettendo in campo strategia tecnica e coraggio. Prima del suo ingresso ufficiale nel programma olimpico, lo Short Track era già molto popolare come spettacolare sport televisivo nel Nord America e in Asia. Le gare di Short Track sono entrate nel programma olimpico nel 1992 e da allora sono diventate uno degli sport più imprevedibili dei giochi invernali e quest’anno si svolgono al Milano Ice Park dove sono ospitate anche le altre discipline indoor su ghiaccio come il pattinaggio di velocità e il pattinaggio di figura. È decisamente uno sport curioso e entusiasmante che deve il suo nome al fatto che si gareggia su una pista più corta di quella del pattinaggio di velocità e dove, a differenza di quest’ultimo, non ci sono corsie divise e non conta il tempo impiegato ma chi arriva primo.
La pista dello Short Track è un ovale lungo 111,12 metri e le gare hanno più atleti che partono contemporaneamente facendo sorpassi irregolari, spinte e contatti fisici inevitabili che possono portare anche a squalifiche. Vince chi dosa le energie e sceglie il momento giusto per attaccare, restare in equilibrio nel caos e tagliare per primo il traguardo.
È quasi una gara di formula uno sul ghiaccio dove le gare durano meno di un minuto ma dove può accadere davvero di tutto in questa pista piccola che vede gli atleti pattinare tutti insieme in cerchio ad altissime velocità facendo curve strettissime.
Diego Meschiari







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