Pluralismo di opinioni giornalismo libero e democrazia
Il 15 gennaio 2026, in occasione della trentesima edizione del Seminario di Venezia per la stampa britannica, il presidente Mattarella, accogliendo al Quirinale i giornalisti che vi avrebbero partecipato, ha sottolineato l'importanza del giornalismo come antidoto contro abusi e manipolazioni ad opera di poteri pubblici o privati proprio perché consente alla gente la possibilità di formarsi un'opinione indipendente basata su una rigorosa rappresentazione dei fatti. Oggi il mondo dell'informazione sta vivendo una vera e propria trasformazione e la libertà di espressione che fa riferimento sia al diritto individuale di ogni giornalista di esprimere la propria opinione, senza censure, sia alla stampa come istituzione volta ad informare le persone, deve avere dalle autorità statali, sia la garanzia della libertà attraverso l'obbligo della non ingerenza, sia l'impegno delle stesse a garantire la libertà dei media nel contesto attuale in cui si sono inserite le piattaforme digitali che, affiancando l'informazione indipendente, ovvero i giornalisti, riescono ad influenzare la società, l'economia e la cultura con algoritmi che praticamente annullano il pluralismo delle opinioni, organizzando i contenuti in rete in modo da costringere gli utenti verso canali obbligati, con risultati lontanissimi dalla libertà e dal pluralismo dell'informazione.
Il capo dello Stato ha ricordato che nel 2025 oltre 120 giornalisti e operatori dell'informazione hanno trovato la morte nei conflitti nel tentativo di oscurare la realtà in atto, impedendo ai giornalisti di svolgere la propria funzione nella vita democratica di un paese.
In questa occasione Mattarella ha sottolineato come ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passi dalla repressione contro i giornalisti, contro la loro libertà individuale di opinione e poi di espressione a mezzo stampa. Ha ribadito che non è un caso che i regimi più estremisti provvedano ad offuscare gli spazi della libertà di informazione non appena le loro azioni vengono messe in discussione. Il Presidente ha richiamato l'attenzione su ciò che sta accadendo in Iran dove il regime ha cercato di bloccare l'accesso alle fonti di informazione. Niente internet, niente social, oscurando i fatti che i giornalisti sono chiamati a documentare in ogni circostanza. Escludendo, censurando in questo modo il lavoro dei giornalisti si è tentato di nascondere il dissenso, il malessere sociale e la verità.
I media devono essere liberi dall'ingerenza di autorità statali perché hanno un ruolo significativo di osservatori e informatori dell'opinione pubblica.
La libertà d'informazione deve essere svincolata e indipendente, ma anche consapevole del grande dovere che ha nei confronti dei singoli cittadini in un contesto politico e democratico.
Oggi più che mai la libertà di informazione ha bisogno di regole perché il panorama dei media è cambiato. Facebook, Google e altre aziende Big Tech sono diventate così dominanti nel mercato che è molto difficile per le agenzie di notizie indipendenti o altre pubblicazioni competere contro di loro. Queste piattaforme aggregano le notizie e le condividono con i loro utenti senza che la fonte che ha scritto la notizia riceva una quota significativa delle entrate e questo è un limite a una stampa veramente libera perché è in contrasto con la pluralità e diversità del nostro panorama mediatico.
Ottenere buone informazioni per noi cittadini nella società in cui oggi viviamo è una componente essenziale della nostra democrazia e la libertà di stampa è un diritto che comprende tutti i canali di informazioni, dai giornali, alla radio, alle televisioni, alle agenzie di giornalismo a internet. Noi viviamo in un paese di stampa libera però in molti altri la libertà di stampa è limitata, la Corea del nord per esempio non ha alcun tipo di stampa libera e non si sforza neppure di fingere il contrario.
Comunque oggi la maggior parte delle democrazie ha una certa protezione verso la libertà di stampa, sia da parte della Costituzione che attraverso leggi individuali. In Europa è protetta dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE.
Molti Stati dell'UE proteggono la libertà di stampa ma alcuni, pur essendo obbligati, non lo fanno e purtroppo sembra che il declino della libertà di stampa stia diventando un fenomeno globale. Secondo un recente rapporto di Foreign Policy del 2015 nella Repubblica Ceca il primo ministro possiede gran parte dei media del paese e li usa per far critiche ai suoi avversari politici e presentare al meglio se stesso. Analogamente sembra succedere in Slovenia dal 2020, mentre l'Ungheria finge di avere una stampa libera ma in realtà mantiene solo una manciata di media indipendenti. In Polonia una compagnia petrolifera statale ha acquistato l'anno scorso Polska Press, uno dei maggiori gruppi mediatici del paese. Con un pubblico di circa 17 milioni, su una popolazione polacca totale di circa 398 milioni, lo Stato ora ha la capacità di controllare pesantemente le notizie ingerite da quasi metà del paese. Inoltre sembra che un prete molto vicino a un governo possieda una delle rimanenti principali compagnie di media, estendendo ulteriormente l'influenza del governo. Ma non ci può essere democrazia senza una stampa libera proprio perché la forza della democrazia sta nelle mani del popolo e la libertà di informazione è così importante che governi autoritari, spesso corrotti, intenzionati a mantenere il potere sopra ogni cosa la minacciano perché è proprio controllando il flusso delle informazioni che riescono a dare alla gente un'immagine distorta di ciò che accade, a nascondere la verità così da non mettere in pericolo la loro presa sul potere stesso. Perciò di fronte al pluralismo delle opinioni e del giornalismo come testimone dei fatti è nato il bisogno di regole che in democrazia e nello stato di diritto tutelino la libertà di ciascuno. A questo scopo l'8 agosto 2025 è entrato in vigore l'European Media Freedom Act (EMFA) il regolamento che rafforza le garanzie di indipendenza e pluralismo dell’informazione in tutti gli stati dell’UE con lo scopo di proteggere l’informazione giornalistica dalle pressioni politiche, economiche e tecnologiche.


Commenti
Posta un commento