Costa Concordia: oltre la versione ufficiale, il mistero continua...


Tra pochi giorni giungerà l'anniversario di una delle più grandi tragedie marittime degli ultimi anni: la Costa Concordia.

Il 14 gennaio 2012 una delle più imponenti navi da crociera del mondo affondava con 4229 passeggeri e membri dell'equipaggio a bordo e quella che doveva essere una normale crociera si rivelò uno dei peggiori disastri marittimi degli ultimi anni, causato principalmente da errori dell'equipaggio.

Cosa successe quella sera?

La Costa Concordia navigava presso l'isola del Giglio come da programma, era previsto che la nave passasse tra il Giglio e la costa della Toscana. Al comando della nave quella sera c'era il capitano Francesco Schettino che però decise di cambiare la rotta per avvicinarsi il più possibile all'isola per effettuare una manovra di inchino, manovra che la Costa Concordia aveva già effettuato più volte in sicurezza e autorizzata. L'inchino è una manovra che serve per salutare la costa e consiste nell'accendere le luci della nave e salutare con il corno della nave. Questa manovra è sicura tanto che molte navi la effettuano ed effettuavano in sicurezza, ma va autorizzata e programmata.

La Concordia cambiò rotta e si avvicinò all'Isola del Giglio, il capitano però non seguì la rotta per l'inchino che andrebbe effettuata che è il massimo avvicinamento possibile alla costa, in più la manovra non fu autorizzata e non rispettava i parametri di sicurezza previsti. In passato la Concordia aveva già effettuato l'inchino al Giglio ma rispettando i parametri di sicurezza e la manovra era stata autorizzata e programmata.

Purtroppo quella sera Schettino utilizzò per calcolare la rotta una carta nautica non aggiornata, la nave proseguiva verso l'isola del Giglio, era sera e i passeggeri erano in cabina, nei ristoranti o a godersi la nave. In plancia il comandante si accorse della presenza degli scogli delle Scole presso Giglio Porto, gli scogli erano pericolosamente vicini e immediatamente si scatenò il panico. Schettino ordinò immediatamente al timoniere una manovra per evitare l'impatto: "starboard 10", "starboard 20", "Hard starboard" "midship" per evitare l'impatto a prua e subito dopo: "port 10", "port 20" "hard port" per evitare l'impatto a poppa nave dovuto alla sbandata della nave dopo la virata. Purtroppo la manovra non riuscì anche a causa del fatto che il timoniere, preso dal panico, non aveva eseguito correttamente i comandi.

La Concordia urtò alle 21:45 violentemente a poppa nave provocando uno squarcio di circa 50 metri sul lato sinistro, immediatamente la nave iniziò ad imbarcare acqua e ci fu un blackout, i motori si spensero e la nave inizio lentamente a inclinarsi. In plancia e in sala macchine scoppiò il panico, l'acqua invadeva i compartimenti di poppa nave e andarono fuori uso tutti i motori e il quadro elettrico principale della nave. Dopo un po' fu acceso il generatore di emergenza e nella nave tornò la luce, tutti i passeggeri iniziarono ad andare ai ponti delle scialuppe o nei ponti esterni per vedere cosa fosse successo, all'interno dei ristoranti cadette tutto dai tavoli a causa del forte impatto. Schettino, nonostante il forte urto, credeva che la nave non sarebbe affondata e per non creare panico tra i passeggeri non ordinò l'abbandono nave e i membri dell'equipaggio cercarono di tranquillizzarli.

Dopo numerose chiamate con il comandante di macchina, il Comandante Francesco Schettino si rese conto della gravità della situazione: lo squarcio aveva messo fuori uso i principali sistemi e la nave sarebbe affondata. Schettino decise di effettuare una virata grazie all'inerzia della nave che continuava a muoversi in avanti e grazie all'aiuto del vento individuò un fondale basso presso Giglio Porto e decise di provare a far arenare lì la nave in modo da evitarne l'affondamento. Dopo varie manovre la nave effettuò una virata di 180 gradi e lentamente toccò il fondale. Subito dopo fu dichiarato l'abbandono nave alle 22:54.

La nave iniziò a inclinarsi sempre di più verso il lato di dritta, iniziò lo sbarco dei passeggeri attraverso le scialuppe e zattere di salvataggio, grazie alla vicinanza con il porto le scialuppe riuscirono a effettuare più giri e trasportare più persone. Quando quasi tutte le scialuppe erano ormai sbarcate a causa del notevole inclinamento della nave, due restarono incastrate e Schettino e un altro membro dell'equipaggio salirono a bordo per cercare di sbloccarle e, quando ci riuscirono e si allontanarono, ormai tutti i passeggeri dal lato di dritta erano evacuati e la nave si abbatté completamente sul lato.

Schettino allora andò sullo scoglio davanti alla nave ormai affondata e, dopo varie chiamate con il centro crisi Costa Crociere e la capitaneria del porto di Livorno, fu autorizzato a stare sullo scoglio e coordinare da lì le operazioni di sbarco degli ultimi passeggeri rimasti a bordo. La guardia costiera e i soccorsi erano già presenti con le motonavi dal lato sinistro della nave dove stavano ancora sbarcando gli ultimi passeggeri, da questo lato tre scialuppe diventarono impossibili da calare a causa dell'inclinazione della nave ormai abbattuta su un fianco.

Schettino però ricevette una chiamata dal porto di Livorno da Gregorio De Falco che diceva a Schettino di tornare immediatamente sulla nave tramite una biscaglina situata sul lato di dritta che però era ormai sommersa da circa un'ora e l'unico modo che Schettino avrebbe avuto per tornare a bordo della nave sarebbe stato quello di togliere una motonave ai soccorsi che sarebbe dovuto andarlo a prendere per portarlo su una biscaglina situata nel lato sinistro. Però questa cosa non avrebbe avuto senso soprattutto perché Schettino stava comunque coordinando le operazioni di sbarco della nave dallo scoglio e aveva anche suggerito ai soccorsi di venire tra la nave e la costa per verificare che non ci fosse nessuno in acqua. 

Perché la chiamata tra De Falco e Schettino è così famosa?

La chiamata tra il comandante della capitaneria del porto di Livorno e il comandante della Concordia fu resa famosa dai giornali soprattutto per attirare l'attenzione dei lettori e fu rovinata e gonfiata l'immagine negativa del capitano che lo hanno descritto come una persona incapace e un vigliacco. Anche l'abbandono nave è stato emendato in ritardo, anche se questa si è rivelata una scelta molto importante per evitare ancora più vittime perché quasi sicuramente la Concordia sarebbe affondata molto più velocemente e le operazioni di sbarco sarebbero risultate molto più complicate.

I giornali e alcune cose non ancora chiarite hanno portato purtroppo anche a una visione negativa della compagnia. Costa Crociere è sempre stata una compagnia molto attenta alla sicurezza delle proprie navi, purtroppo molte persone ancora oggi ricordano Schettino come un capitano vigliacco e incapace e Costa Crociere come una compagnia poco affidabile senza sapere cos'è veramente successo, i giornali hanno contribuito a questa visione negativa diffondendo informazioni troppo presto e poco accurate. 

Questo naufragio purtroppo portò alla morte di 32 persone che affogarono o rimasero bloccate in ascensori o altre parti della nave e a quelle 32 vite e alle loro famiglie va il nostro ricordo più profondo.


Federico Avella


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