Karl Marx parte1: Introduzione



Voglio iniziare col dire che questo sarà il primo articolo di una serie, vista la vastità di argomenti e ragionamenti dietro alla teoria di questo grande filosofo. Voglio porre un riguardo particolare a questa “rubrica” e numererò ogni articolo in modo tale da poter lasciare una specie di indice con cui orientarsi e seguire un filo logico, senza rimanere confusi e disorientati nel bel mezzo della lettura di un articolo e senza conoscere i concetti antecedenti ad esso. Sarò molto conciso ed essenziale, soprattutto imparziale, per non scadere in inutili lunghezze e rendere questi argomenti più pesanti di quanto già lo siano, ma senza essere superficiale, oppure mistificare e/o idealizzare concetti falsi.“Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio". Giusto?
Certi concetti si potrebbero approfondire per ore, ma quello che mi interessa è che questi articoli possano trasmettere i concetti generali alla base del Marxismo e di certo non un'approfondita conoscenza dell’argomento. Per chi fosse interessato ad approfondire queste teorie c'è a disposizione un'ampia letteratura.






Marx fu uno scienziato e un politico, ma anche un filosofo, cosa che al giorno d’oggi molti sembrano dimenticare


Partiamo così dalla sua vita, perché non si può parlare di Marx se non si conosce il suo passato e da dove viene, delle sue fughe e problemi economico-sociali, per sfatare miti e confermare verità. Karl Marx nasce a Treviri in Germania nel 1818 da una famiglia ebraica convertita al protestantesimo. Il padre di Marx, uomo dagli ideali illuministi, ha cresciuto suo figlio facendogli leggere questi testi e quindi anche il piccolo Karl si appassiona a tali filosofi e si avvicina alla filosofia fin da giovane. Crescendo, decide di ricalcare le orme del padre e di studiare giurisprudenza. Si iscrive così all’università di Bonn, ma in seguito si trasferisce a Berlino, luogo dove si avvicinerà alla filosofia in maniera più rilevante. Immaginatevi il contesto culturale a Berlino: Hegel è morto ma le sue idee sono in fermento più che mai, soprattutto a Berlino. Marx si associa agli ambienti della sinistra Hegeliana e decide di cambiare facoltà di giurisprudenza per adottare quella di filosofia. Si laurea con una tesi su Democrito ed Epicuro, due filosofi materialisti che lo influenzeranno particolarmente. Scrive per un giornale, la “Gazzetta Renana”, come giornalista ma anche opinionista. In seguito verrà chiusa dalle autorità per via delle idee “pericolose” che veicolavano al suo interno, ed è così che Marx si trova costretto a trasferirsi a Parigi. E’ importante sottolineare che nel 1844 pubblica il numero di una rivista chiamato Annali franco-tedeschi. Potrebbe essere superfluo precisare questo articolo, tuttavia segna la sua prima adesione al socialismo, abbandonando le idee illuministe trasmesse dalla sua famiglia. Sempre a Parigi conosce Engels, un altro uomo dalle grandi idee che sosterrà economicamente e praticamente Marx lungo tutta la sua vita. I due stringono infatti una forte amicizia tanto che alcune opere saranno firmate Marx-Engels. Marx si trasferisce in seguito a Bruxelles dove scrive L’ideologia tedesca. Non verrà pubblicato in quel periodo però significa che già in quel periodo Marx si stacca dalla filosofia e dall'idealismo, ponendo le basi del materialismo storico. Un altro importante evento è il 1848: Quest’anno è iconico, oltre ai sommovimenti operai e politici, poiché viene formato un primo incontro internazionale tra i lavoratori, la “Lega comunista” e in occasione di questo evento Marx ed Engels pubblicano uno dei più importante testi per il Marxismo, ovvero Il manifesto del partito comunista. Quest’opera è decisamente un manifesto politico che segna la nascita di certi ideali. In seguito si stabilirà in maniera permanente a Londra, lavorando al British Museum come guardiano per mantenere la sua famiglia. Dopo un discreto periodo di relativa calma, nel 1864, viene creata la Prima Internazionale, argomento che forse approfondirò in un secondo momento. Infine l’ultimo evento importante è la pubblicazione del suo capolavoro nel 1866, Il Capitale, opera della quale Marx pubblicherà solo il primo volume mentre il resto sarà pubblicato da Engels, grazie agli appunti lasciati da Marx. Dopo il suo trasferimento a Londra, sia per motivi economici, sia per motivi personali, conduce una vita più da studioso e figura di riferimento dedicando il suo tempo libero allo studio e alla teoria, vivendo una vita tranquilla più che da agitatore politico, come nei suoi primi anni nel ‘40. Morì nel 1883 e al tempo venne celebrato da milioni di persone, dopo aver proposto un punto di vista sul mondo completamente rivoluzionario e impensabile fino al suo arrivo. Ancora oggi Marx resta uno dei filosofi che vive nelle sue idee e che ancora adesso provoca un effetto concreto sul mondo attuale. Detto questo si può passare alla critica ad Hegel, “precursore” su alcuni aspetti e punto di partenza per Marx, ma questo verrà trattato nel prossimo articolo.


Gabriele Raschio

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