Il "desierto florido" oggi "desierto vestido"
Nel Cile settentrionale, in una delle regione piรน aride del mondo, nella regione di Atacama, il desierto florido รจ un evento che si ripete ogni volta che in primavera ci sono piogge copiose.
L'ecosistema di Atacama si รจ adattato alle condizioni di ariditร nonostante oggi vanti il record mondiale di essere la piรน grande discarica di vestiti; primato tristemente sottratto al Ghana
Il deserto di Atacama con le sue 50 mila tonnellate di abiti dismessi ogni anno รจ un serpente di stoffa che si allunga per l'altopiano desertico del Cile, dove le contraddizioni delle leggi nazionali cilene si sommano al cattivo funzionamento del mercato globale. Un tempo era una distesa infinita di rocce, il territorio sรฌ piรน arido del mondo ma capace perรฒ di fiorire in un'esplosione color porpora mentre oggi non sono le celebri rose a ricoprire per chilometri il deserto di Atacama ma una coltre spessa di stoffa multicolore, magliette, pantaloni, gonne, cappelli sparsi alla rinfusa tra le dune o accatastati in montagnole di tessuto.
Oggi รจ diventato il cimitero degli abiti della moda "mordi e fuggi". Il Cile รจ specializzato da piรน di 40 anni nel commercio di abiti usati e quindi รจ da tanto tempo un hub di raccolta dell’abbigliamento di seconda mano prodotto a basso costo in Cina o Bangladesh. Da piรน di 15 anni perรฒ รจ una discarica illegale. Il paradosso รจ che รจ illegale ma conosciuta da tutti.
In Cile esistono discariche legali ma non hanno mai accettato abiti in base ad un decreto del Ministero della Salute perchรฉ ritenuti dannosi per il suolo. Le autoritร cilene perรฒ hanno sempre chiuso un occhio o anche due quando questi vestiti venivano abbandonati dove si poteva fingere di non vederli: il deserto di Atacama.
Come tante volte accade, paesaggi incontaminati si scontrano con il degrado causato dall'uomo contemporaneo e questo deserto ne รจ un tragico esempio. ร diventato una discarica cosรฌ grande che dalle immagini satellitari si vede spiccare fra le dune. Vestiti usati e invenduti provenienti da Stati Uniti, Europa e Asia vengono gettati in questa discarica illegale dove le precipitazioni sono inferiori a 3 millimetri all’anno e la temperatura oscilla tra 5°C la notte e 40°C di giorno. Si estende per oltre 100km² lungo la costa nord occidentale del Cile, tra la Cordigliera della Costa e la catena delle Ande e viste le condizioni proibitive gli abitanti sono pochissimi.
Ci finiscono vestiti di ogni tipo, usati ma anche nuovi, dove camion carichi di abiti raggiungono la discarica e depositano illegalmente a cielo aperto. Sono abiti che prima di raggiungere la discarica piรน grande del mondo viaggiano parecchio, prodotti con tessuti di bassa qualitร in paesi come Cina, Bangladesh, India, Pakistan e Vietnam dove la manodopera รจ a basso costo e lavora con orari insostenibili in condizioni di scarsa sicurezza. Una volta confezionati questi abiti raggiungono gli Stati Uniti, l'Europa e l'Asia dove vengono venduti perchรฉ vengano indossati poche volte e poi dismessi, dopodichรฉ i vestiti nuovi invenduti e quelli di seconda mano partono a bordo di navi container diretti verso il Cile.
Qui sbarcano nel porto di Iquique perchรฉ รจ una zona franca stabilita dal governo cileno per facilitare il trasporto internazionale delle merci e incentivare l'economia locale.
Questo vuole dire che le aziende della zona non pagano le imposte doganali e possono ottenere a prezzi stracciati i vestiti della "fast fashion" di cui il nord del mondo vuole liberarsi.
Arrivati al porto i tessili vengono smistati e selezionati: quelli in buone condizioni vengono venduti nei negozi di altri paesi dell'America Latina o sui mercati locali mentre quelli piรน rovinati devono essere smaltiti.
Per non pagare i costi dello smaltimento vengono portati in discariche abusive come quella del vicino deserto di Atacama.
Purtroppo si tratta perlopiรน di tessuti sintetici, derivati dalla plastica che per decomporsi in modo naturale possono impiegare oltre 200 anni ma nel frattempo rilasciano sostanze inquinanti sulle dune e come se non bastasse di tanto in tanto qualche incosciente incendia la catasta con l'intento di ridurla e libera fumi tossici. Sostanze e residui che trasportati dal vento inquinano l'aria delle cittร vicine e l'acqua delle falde e dell'Oceano Pacifico.
Come mai Atacama si รจ trasformato in questa maxi pattumiera del globo?
Ad Alto Hospicio, nel nord del Cile, gli attivisti di Desierto Vestido denunciano, soprattutto tramite i social, l'enorme crescente discarica abusiva di abiti e accessori usati e mai venduti; poichรฉ i rifiuti sono composti in maggioranza da tessuti sintetici, finisce che rilasciano microplastiche che accumulano pericolosamente nell'ambiente meno piovoso del pianeta.
La ONG desierto vestido ha lanciato nel 2024 un allarme mondiale su questo smaltimento scorretto di abbigliamento in Cile e ha divulgato un progetto che prevedeva che questi abiti non venissero lasciati marcire nella sabbia ma venissero regalati a chi fosse disposto a coprire le spese di spedizione per riceverli. Grandi marche, pezzi unici a costo zero tranne quello per portarli via dal deserto. Ogni pezzo dopo essere stato pulito doveva essere imballato, spedito e pronto per essere usato. Non solo, con l'obiettivo di restituire al mondo le dimensioni del problema della discarica a cielo aperto di Atacama รจ stata organizzata una sfilata di moda nel mezzo della discarica con modelle cilene che indossavano abiti confezionati artigianalmente a mano con vestiti scartati tra le dune, nello stile delle principali settimane della moda che si svolgono a Milano, Parigi e Londra. Questo collettivo di attiviste cilene ha dato vita nel 2024 ad una passerella distopica con intento provocatorio e col fine di raccontare la possibilitร dell'uso e riuso degli abiti giร usati.
Lo scopo dell’Atacama fashion week รจ stato quello di sensibilizzare i consumatori mostrando qual รจ il tipo di vestiti che gettiamo via e che poi si riversano sulle distese del deserto cileno: abiti comperati a basso costo, realizzati in molti casi difficilmente smaltibili in mezzo alla sabbia, il poliestere ad esempio che impiega circa 200 anni per decomporsi.
Il movimento della Atacama Fashion Week ha creato anche un finto shop online in cui i prezzi degli outfit realizzati con gli abiti recuperati toccano cifre intorno ai due milioni di dollari. Il messaggio? “No matter how much an outfit costs, the environment always pays the high price”. Non importa quanto costa un abito,l’ambiente paga sempre il prezzo piรน alto.
Sono state delle belle parole al vento visto che nel Nord e Sud del mondo il business continua ad essere il motore dell’economia piรน dell’interesse alla salvaguardia del pianeta.
A questo punto si deve ricordare che nella regione di Iquique รจ stata fondata nel 2016 la start-up 3co-Fiber che trasforma i rifiuti tessili della discarica cilena in materia da usare per la realizzazione di pannelli isolanti termici, acustici e ritardanti la fiamma per uso edile.
L'imprenditore che ha avuto l'idea di creare questo prodotto amico dell'ambiente in grado di ridurre i consumi energetici dell'intero Cile, evitando agli scarti tessili di inquinare il deserto ha ricevuto diversi riconoscimenti e nel 2020 รจ stato dichiarato "Cileno dell'anno".
Questo sistema prevede sia l'approvvigionamento e la selezione dei carichi in discarica, sia la raccolta diretta concordata con i residenti, riducendo la frazione tessile in entrata nell'area desertica. Il procedimento prevede la frantumazione dei capi con un apposito macchinario ottenendo cosรฌ la multi fibra, materiale tranciato composto da diverse tipologie di fibre, texture e colore.
Il tutto viene poi ricompattato tramite un processo termo-indurente che consente di produrre lastre e sfusi con densitร diverse, in grado di isolare tutti i tipi di edifici, riducendo i consumi energetici, sia per il riscaldamento che il condizionamento.
Comunque sembra che oggi il Cile abbia deciso di far diventare parco nazionale il deserto di Atacama e abbia introdotto una legge per responsabilizzare gli importatori di abiti di seconda mano: "Chi esporta dovrebbe spedire in Cile solo merce che abbia ancora una certa qualitร e non rifiuti destinati al macero". Anche noi consumatori perรฒ dovremmo fare la nostra parte scegliendo di non comprare capi di abbigliamento per pochi euro sapendo di poter dismettere dopo una stagione ma dando la precedenza a prodotti di buona qualitร che si possono indossare per anni e anni. Ma esistono ancora il puro lino, la pura lana e il puro cotone?
Servirebbero leggi che richiedono la tracciabilitร di tutti i produttori e di tutti gli importatori di abbigliamento che cosรฌ si assumerebbero la responsabilitร di ciรฒ che immettono sul mercato.
In Italia la vendita di vestiti usati รจ diventata da poco un business innovativo ma deve essere un usato poco usato, un usato ben tenuto che viene rivenduto a partire da 19 euro al chilo; anche il tessile, quello nei cassonetti Caritas “dona valore”, viene ormai conferito ai poveri solo per il 70% mentre il resto ha una fine industriale fatto di uso e riuso. Beh se un capo รจ fatto di poliestere deve essere utilizzato e riusato per almeno 200 anni prima di decomporsi e puรฒ fruttare ancora un bel guadagno prima di finire nelle sabbie di Atacama. Una soddisfazione di tipo economico che puรฒ incentivare nuove imprese visto che ormai anche i poveri vestono fast fashion.
Diego Meschiari





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