La profezia del Titanic: "Futility"


Nel 1898, lo scrittore inglese Morgan Robertson scrisse la novella fantasy intitolata "Futulity". Un'opera che ebbe successo, dopo la strage del Titanic nel 1912, a causa delle inquietanti somiglianze tra la vicenda immaginaria e la vicenda reale, tanto che si parlΓ² addirittura di una vera e propria profezia letteraria.

Il Titan, nave protagonista del racconto, Γ¨ definita come non solo la piΓΉ grande imbarcazione galleggiante, ma anche la piΓΉ grande opera costruita dall'uomo, per via della sua esagerata velocitΓ , portata e estensione. Nonostante tutti questi pregi, durante una notte d'aprile, nel percorso tra America e Irlanda, la nave urta un'iceberg e nel giro di poco affonda capovolgendosi e causando la morte della maggior parte dei passeggeri, finendo con avere soltanto tredici sopravvissuti, tra cui proprio John Rowland. L'eroe della storia che, al momento della collisione, si trovava sulla plancia insieme alla figlia di una sua ex amante, riesce a salvarla saltando sull'ammasso di ghiaccio insieme a lei e trovando poi una lancia avanzata, per essere poi messi da una nave di passaggio.

Come intuiamo, questa storia ci pare giΓ  di averla giΓ  sentita, effettivamente le coincidenze che ci sono sono tantissime! Come ad esempio:

  • entrambe le navi erano definite "inaffondabili";
  • avevano sia le dimensioni (244 metri di lunghezza e 45 000 tonnellate di stazza per il Titan, mentre il Titanic era lungo 269 metri e 46238 tonnellate di stazza per il Titanic), che la velocitΓ     (25 nodi il Titan, e 22 nodi e mezzo il Titanic) simili;
  • entrambe avevano un numero di lance insufficiente;
  • entrambe viaggiarono ad aprile;
  • affondarono entrambe in seguito a uno scontro con un iceberg;
  • naufragarono entrambe a circa 400 miglia nautiche da terra;
  • caratteristiche delle navi simili (due alberi e tripla elica);
  • avevano un nome simile (Titan-Titanic);
  • stesso tipo di rotta (dal Regno Unito a New York);
       



Nel 1912, appena dopo il naufragio del Titanic, Robertston decise di riscrivere il suo romanzo, andando a incrementare ancor di piΓΉ le somiglianze delle due navi, aumentandone la stazza e la potenza, e andandone poi a modificarne il titolo, rinominandolo: "The Wreck of the Titan".
Ancora oggi questo libro rimane un'incognita! Forse tra le pagine di un libro si celava il destino di un'intera nave!

Nicole Ravera
















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