Le guerre nel mondo
Nel 2025-2026 il mondo attraversa una fase di altissima instabilitΓ con circa 56 conflitti armati attivi, il numero piΓΉ alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un periodo spesso descritto come una "terza guerra mondiale a pezzi". Le crisi principali includono l'Ucraina, la Striscia di Gaza, il Sudan, il Myanmar e il Sahel, con oltre 100 milioni di sfollati.
Ucraina vs RussiaΓ una guerra d'attrito che ha riportato in Europa le trincee e l'artiglieria pesante.
PerchΓ© si combatte: La Russia vuole impedire l'espansione della NATO a est e reclamare territori che appartennero all'Urss, come il Donbass e la Crimea; l'Ucraina difende la propria sovranitΓ .
PerchΓ© ci riguarda: Ha causato la crisi energetica, l'inflazione e il riarmo massiccio dell'Europa. Γ il conflitto con il rischio piΓΉ alto di degenerazione con l'utilizzo del nucleare.
Israele, Gaza e l'Asse della Resistenza
Un conflitto esploso con l'attacco di Hamas (7 ottobre 2023) si Γ¨ trasformato in una crisi regionale.
La situazione: Israele opera militarmente a Gaza e in Libano contro gli Hezbollah. Sullo sfondo c'Γ¨ l'Iran, che finanzia i gruppi anti-israeliani.
L'impatto: Una catastrofe umanitaria senza precedenti a Gaza e il rischio di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti contro l'Iran.
La Guerra Dimenticata: Sudan
Γ attualmente la crisi umanitaria piΓΉ grave del pianeta per numero di sfollati.
Lo scontro: Due generali si contendono il potere dal 2023 (esercito regolare contro paramilitari RSF).
Il dramma: Milioni di persone rischiano la carestia. Il conflitto Γ¨ alimentato da attori esterni interessati alle risorse minerarie, come l'oro, del paese.
L'Africa e il Sahel: Mali, Burkina Faso, Niger
Qui la guerra Γ¨ contro il terrorismo jihadista (Isis e Al-Qaeda), ma Γ¨ anche una guerra di influenza geopolitica.
Il cambio di guardia: Molti paesi hanno espulso le truppe occidentali (Francia e USA) per accogliere mercenari russi (ex Wagner), spostando l'area sotto l'influenza di Mosca.
Il Sud-Est Asiatico: Myanmar
Dimenticato dai media, il Myanmar vive una guerra civile totale dal golpe del 2021.
La dinamica: Una giunta militare feroce combatte contro una resistenza civile e gruppi etnici armati. Γ un conflitto decentralizzato che sta frammentando il paese.
PerchΓ© Γ¨ "Tutto Unito"?
Oggi non esistono piΓΉ guerre isolate per tre motivi:
per l'esistenza di una economia globale, se si combatte nel Mar Rosso (Houthi che attaccano le navi), i prezzi nei nostri supermercati aumentano perchΓ© le merci non passano piΓΉ da Suez.
per il livello tecnologico raggiunto, i droni iraniani usati in Ucraina o la tecnologia satellitare americana usata da Kiev mostrano che le armi viaggiano piΓΉ veloci dei trattati.
per i blocchi contrapposti, da un lato l'Occidente (NATO/USA), dall'altro un asse informale (Russia, Cina, Iran, Corea del Nord) che sfida l'ordine mondiale attuale.
Risolvere tutte le guerre contemporaneamente Γ¨ una sfida complessa che richiede un approccio strutturato basato sulla diplomazia, la cooperazione internazionale e la nonviolenza. Secondo varie fonti pacifiste e istituzionali, ecco alcune delle strategie principali per cercare di fermare i conflitti attuali:
promuovere la diplomazia e il dialogo, dove la prioritΓ assoluta deve essere il cessate il fuoco e l'apertura di negoziati. Negoziare non significa cedere, ma costruire percorsi di pace attraverso la convivenza delle differenze. Poi Γ¨ imprescindibile per fermare i conflitti il disarmo e la riduzione delle spese militari. Ridurre drasticamente la produzione e la vendita di armi Γ¨ essenziale per disinnescare la mentalitΓ di guerra e liberare risorse per lo sviluppo sostenibile e la giustizia sociale.
Anche l'azione della ComunitΓ Internazionale Γ¨ un passaggio obbligato: le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali devono essere piΓΉ efficaci nel mediare e intervenire, superando le inefficienze e le divisioni interne. Γ necessario un maggiore coinvolgimento delle societΓ civili locali nei processi di pace.
Ricordando che la guerra puΓ² causare crisi umanitarie ed emergenze sanitarie: morte, ferite fisiche e traumi psicologici (PTSD) su larga scala. La distruzione di ospedali e sistemi sanitari facilita la diffusione di malattie.
Le migrazioni diventano forzate: milioni di rifugiati e sfollati interni abbandonano le proprie case per sfuggire alle violenze, spesso affrontando condizioni di vita precarie.
La distruzione economica aggrava la crisi: le infrastrutture (abitazioni, scuole, reti energetiche, strade) vengono rase al suolo. L'economia si blocca, causando disoccupazione e povertΓ diffusa.
La fame e l'insicurezza alimentare si diffondono: la guerra distrugge colture e blocca i mercati, essendo la causa principale della fame nel mondo.
La devastazione ambientale si protrae per anni: la contaminazione del suolo e dell'acqua da sostanze tossiche (es. amianto, metalli pesanti), deforestazione, distruzione degli habitat e inquinamento atmosferico.
Le conseguenze sociali e psicologiche si riversano su tutti: la violenza disumanizza, provoca la rottura del tessuto sociale e crea traumi generazionali.
Alice Basso
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