21 novembre 2025 la morte di Ornella Vanoni




Pochi giorni fa il mondo della musica italiana ha perso uno delle sue artiste più importanti e influenti
degli ultimi 60 anni. Infatti il 21 novembre 2025, per cause naturali, è venuta a mancare Ornella Vanoni.

CHI ERA

Ornella Vanoni nata il 22 settembre 1934 a Milano, è morta pochi giorni fa per un arresto cardiocircolatorio. Ma chi c'era dietro quella voce impetuosa e senza fine che l'ha portata a conquistare tutti gli italiani dagli anni '60 fino a oggi?
Ornella Vanoni inizia la sua carriera negli anni Cinquanta andando avanti per oltre 70 anni. Nel 1953 si iscrive all'accademia d'arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler. L'esame di ammissione per l'accademia inizialmente risultò un completo fallimento, come successivamente annunciato dalla stessa Vanoni, ciononostante un'attrice in prosa molto influente presente nella commissione esaminatrice, Sarah Ferrati, notò nella sua voce e nel suo atteggiamento un promettente talento che la fece ammettere all'accademia. Dopo l'osservazione di attori più esperti, inclusa Ferrati, nel 1956 debuttò per la prima volta nel mondo dello spettacolo con una recita di "Sei personaggi in cerca di autore" di Luigi Pirandello.
Nel 1957 invece ebbe il primo debutto canoro al Piccolo Teatro, durante la prima del dramma "I Giacobini" in cui intervenne nei cambi di scena eseguendo delle ballate ispirate alla rivoluzione francese. Dopo questa esperienza nacque l'idea di diventare una cantante colta e raffinata, che interessò molto Strehler, e fu proprio lui che l'anno successivo le costruì un repertorio su misura collaborando con autori come Carpi, Amodei, Fo e Negri. Il regista prese spunto da antiche ballate dialettali per creare nuovi testi sul tema della malavita, con protagonisti  poliziotti, criminali, carcerati portando al successo e al grande pubblico le cosiddette canzoni della mala. Fu proprio con questi temi che la Vanoni fece la sua prima tournée teatrale.
A ottobre del 1958 pubblicò la sua prima incisione discografica, l'EP si intitolò "Le canzoni della malavita" a cui successivamente venne aggiunto il secondo volume.


Nel 1960 conosce Gino Paoli il quale le ha dedicato la canzone "Me in tutto il mondo" e colpito successivamente dalle sue mani grandi le compose il celebre brano "Senza fine". Nel 1961 incise il suo primo album che includeva il brano "Cercami" destinato idealmente a Gino Paoli e diventato successivamente il suo primo successo commerciale di rilievo con 100.000 copie vendute.
Questo brano segnò una svolta per la sua carriera, consolidando la sua voce come una delle più intense e raffinate del panorama musicale italiano.
Quell'anno per la cantautrice segnò veramente una svolta importante, ma non è finita qui, infatti nello stesso anno vinse anche il premio San Genesio come miglior attrice per la sua interpretazione ne "L'idiota" di Marcel Achard, due anni dopo lo vinse nuovamente per la performance in "La fidanzata del bersagliere" di Edoardo Anton. E come se non bastasse affrontò per la prima volta anche il mondo del cinema con il film storico  "Romolo e Remo" e andando avanti affrontò molte tipologie cinematografiche come il melodramma, partecipando a programmi televisivi e continuando a incidere brani per Paoli e Luigi Tenco.

Il primo premio da cantante lo vinse in coppia con Domenico Modugno quando parteciparono al festival di Napoli nel 1963 con "Tu si 'na cosa grande".

Nel 1965 esordì per la sua prima volta a Sanremo portando il celebre brano "Abbracciami forte" con il quale si classificò seconda, partecipò anche alle edizioni del '66, '67' e '68 ma, a parte nell'ultimo anno in cui presentò "Casa Blanca" e si classificò nuovamente seconda, in quelli precedenti purtroppo non ottenne gli stessi risultati classificandosi solo sesta e ottava.



Nella sua immensa carriera la Vanoni fece anche traduzioni di canzoni dal brasiliano all'italiano che inserì nella serie di "Canzoni della mala",
Nei anni '70 tornò a Sanremo ma si classificò quarta. Sempre in quegli anni iniziò a fare i suoi primi concerti dal vivo i quali consolidarono la sua reputazione da interprete.

Nel 1973 incise il brano Brasiliano "Dettagli" composto da Roberto Carlos ed Erasmos Carlos, tradotto in italiano da Bruno Lauzi, Il brano ha ricevuto enormi riconoscimenti tra cui l'ottavo  posto nella top 100 delle migliori canzoni brasiliane. Da questo punto iniziò a pubblicare e dare alle stampe numerose opere come "Ornella Vanoni e altre storie" o "A un certo punto" che scalò in fretta le classifiche. Nel '77 accettò anche di comparire nuda in un volume di playboy  richiedendo in cambio un opera d'arte dell'artista Arnaldo Pomodoro, gli anni '70 furono un grande punto di svolta per la Vanoni e si conclusero con tante uscite sia musicali, sia teatrali che televisive.




Gli anni '80 iniziarono con una Vanoni più "indipendente" sotto il profilo musicale, passando alla compagnia CGD: questo cambio radicale a molti sembrava avventato ma lo giustificò subito pubblicando molti album come "Uomini", "Duemilatrecentouno parole" o "Ricette di una donna" e nello stesso decennio collaborò con innumerevoli artisti come Sergio Bardotti, Fabrizio De André, Michele Zarrillo, Paolo Conte e fece anche una tournée di grande successo con Gino Paoli dalla quale venne tratto un doppio album dal vivo con lui. Negli anni successivi fece spettacoli in America e incise un brano a Londra e, per concludere i suoi anni '80,  tornò al festival di Sanremo portando "Io come farò" (brano composto da Gino Paoli per lei) posizionandosi purtroppo al 10esimo posto.

Nei anni '90 non si arrestò e continuò a incidere album: tra i più importanti spiccano "Quante storie", "Adesso" e "Stella nascente",  in questi ultimi due album fecero parte alla produzione anche Samuele Bersani e Mario Lavezzi. In questo periodo provò anche a ripartecipare a Sanremo ma, dato che la melodia del brano che aveva proposto era già stata trasmessa in radio, non la fecero partecipare in contrapposizione delle regole del Festival. 
Nel 1999 riuscì finalmente a ripartecipare a Sanremo in duetto con Enzo Gragnianello nel brano "Alberi" classificandosi al quarto posto.

Ornella Vanoni aprì il nuovo millennio collaborando con il gruppo musicale Delta V interpretando il brano "L'infinito".  Negli anni '00 pubblicò numerosi album come "Un panino una birra e poi...", "E poi... la tua bocca da baciare" (serie di album complementari) oppure "Noi le donne noi" e "Sogni proibiti".
Fece anche molte collaborazioni tornando in tour con Gino Paoli e componendo brani con Lavezzi, Renato Zero, Celso Valli, Lucio Dalla, Gianni Morandi e molti altri, con un gran numero di questi artisti fece l'album "Più di me " ottenendo cosi il disco d'oro.




Nel 2010 pubblicò due album live con canzoni jazz, nel 2014 partecipò a un serale di Amici condotto da Maria de Filippi, fece anche un film di Alessandro Genovesi e nel 2018 ripartecipò a Sanremo con Bungaro nel brano imparare ad amarsi posizionandosi al quinto posto e vincendo il premio "Sergio Endrigo".
Nel 2020 comparve nuovamente a Sanremo come accompagnatrice di Alberto Urso eseguendo "La voce del silenzio". Sempre nello stesso anno venne prodotta una nuova versione di "Creuza de ma", interpretata da 18 artisti italiani tra cui la Vanoni.
Nonostante l'età ormai avanzata non si tirò di certo indietro, infatti negli anni a venire pubblicò molti singoli come "Un sorriso dietro un pianto" o la hit estiva "Toy boy"  
Nel 2023 partecipò come ospite al festival di Sanremo all'ultima serata, quella fu l'ultima sua apparizione al festival.

Le ultime sue apparizioni televisive sono avvenute il 2 Novembre 2025 nel programma "che tempo che fa".


E il 21 novembre 2025 Ornella Vanoni abbandona il mondo, il mondo che ha vissuto amato e a volte anche odiato, ma sono sicuro che nella sua carriera non si sia risparmiata neanche un singolo secondo senza alcun rimorso o rimpianto. Ornella Vanoni oramai non c'è più, quella mente che ha creato innumerevoli spettacoli musicali, teatrali e cinematografici, una star non solo nell'ambito musicale ma anche televisivo, che ha donato al mondo doni di un valore inestimabile. Lei purtroppo non c'è più ma quello che ha fatto o lasciato al mondo non se ne andrà facilmente così come tutta la sua voglia e fame insaziabile, una fiamma che solo la morte poteva spegnere perché fino all'ultimo suo respiro non ha donato altro che spettacolo e emozioni al mondo.

Leonardo Calcina

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